I Maggio…festa dei lavoratori??

Posted by Loredana - 26 aprile 2013 - Riflessioni - No Comments

Il 1 Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione.
“Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire” fu la parola d’ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento. Si aprì così la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo Maggio, appunto, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.

Ma nel 2013 ha senso festeggiare il I Maggio in Italia?

Tutti sappiamo che il nostro Paese sta passando un periodo difficile, ma ci sentiamo offesi quando ci ricordiamo che l’articolo 1 della Costituzione Italiana recita così: L’Italia è una Repubblica Democratica,fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Ma quale lavoro? Secondo recentissimi indagini ISTAT  è sempre più difficile trovare lavoro, il quadro continua ad essere nero. In 35 anni in Italia ci sono un milione e mezzo di disoccupati in più. In particolare il numero dei senza lavoro è cresciuto da 1 milione 340 mila del 1977 a 2 milioni 744 mila del 2012 con un tasso passato dal 6,4% al 10,7%. Record per i giovani. Nel 2012 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ha toccato il 35,3%, anche in questo caso il livello più alto degli ultimi 35 anni (21,7/ nel 1977).

Particolarmente negativo il dato che riguarda il Mezzogiorno, più che raddoppiato il tasso di disoccupazione che è passato dal 8,0% del 1977 al 17,2% del 2012.

Allora di cosa stiamo parlando? Non per essere retorici, ma i giovani di oggi che si laureano o semplicemente cercano lavoro subito dopo il diploma sono assolutamente sconfortati e avviliti. Un diritto fondamentale come quello del lavoro, in Italia non è più garantito. E’ questa la sconfitta peggiore di uno Stato. Ma non parliamo solo di giovani, pensiamo anche ai cinquantenni che dopo aver lavorato una vita si ritrovano senza lavoro così…di punto in bianco. Gli esodati sono in forte incremento, l’effetto della crisi ha colpito proprio tutti, con conseguente aumento dei suicidi in tutta la penisola, si conta addirittura 1 suicidio al giorno (dati EURES).

La situazione diventa poi più critica quando non si riesce a formare un governo, perdendo così del tempo prezioso che, potrebbe essere investito per pensare alle cose che veramente contano,riuscire ad esempio ad attraversare questa tempesta nel più breve tempo possibile e con meno danni possibili, facendo riacquistare agli italiani la fiducia nello Stato e soprattutto la DIGNITA’.