La parola del giorno: pluralismo

Posted by Lorenzo Denami - 26 agosto 2012 - Riflessioni - No Comments

A distanza di più un anno dalla costituzione di Politeia San Costantino Calabro, mi piace ripensare al percorso che insieme ai miei soci abbiamo fatto da quel 2 giugno dell’anno scorso ai giorni nostri. In tutto questo tempo ho guidato Politeia con la massima serietà e con la responsabilità di tenere le redini di un’associazione dalle potenzialità che sarebbe un vero peccato sprecare. Il nostro gruppo è abbastanza eterogeneo e non è nato sulla base di amicizie o affinità pregresse. Ci siamo trovati per caso e piano piano abbiamo imparato a conoscerci. Politeia è nata a cavallo di un momento molto particolare per il nostro paese, in cui si sono verificati una serie di eventi che sono stati umus fertile per la nostra crescita. Tra i tanti ne vorrei ricordare due in particolare: un fervente risveglio sociale, soprattutto da parte dei giovani, sempre più attenti alla vita amministrativa del paese, e le elezioni comunali. Ogni cosa è sempre stata affrontata con dibattiti interni all’associazione caratterizzati da un comune denominatore: il pluralismo. Questo ha consentito a noi, come soci che amano confrontarsi, di avere opinioni diametralmente opposte sui vari temi affrontati, pur “mostrando rispetto e tolleranza reciproci, vivendo ed interagendo in maniera pacifica, senza conflitti e senza prevaricazioni (e, soprattutto, senza che nessuno tenti di assimilare l’altro)” cit. Wikipedia. Con questa frase pertanto rispondo pubblicamente a quanti insinuano o, più sfacciatamente, dichiarano pubblicamente che una parte di Politeia cerca di prevaricare l’altra, imponendo linee guida, spostando voti, censurando articoli. L’onestà intellettuale che ci contraddistingue, ci ha sempre consentito e ci consente di mantenere un profilo non di parte, lucido e obiettivo, anche e soprattutto nella campagna elettorale. Ed è proprio in questo periodo che, sebbene avremmo anche potuto farlo, per via di maldicenze messe in giro da alcune persone che ci hanno ingiustamente additato come “associazione di parte”, non ci siamo nemmeno voluti difendere da queste male lingue, per evitare che le nostre legittime proteste potessero essere strumentalizzate da una o l’altra compagine politica. E mi fa ridere che ci siano ancora persone che indichino alcune associazioni come “vicine all’amministrazione” lasciando quindi intendere, cosa più grave, che ce ne siano altre contrarie. Ebbene, a tutte queste persone vorrei ricordare, senza la presunzione di usare parole mie, che il fine primario delle associazioni è “di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o terzi, senza finalità di lucro (non profit) nel pieno rispetto della dignità e della libertà degli associati”. Ed è proprio per le finalità appena riportate e per l’intento che hanno in comune con le amministrazioni di lavorare a favore della comunità, che, per definizione, non ci dovrebbero essere, e io credo che non ci siano, associazioni contro o a favore delle amministrazioni locali, e che quindi non ci sono associazioni di serie A e di serie B. Bisogna scindere gli individui e il loro sacrosanto diritto di libertà di voto, dal ruolo che rivestono all’interno delle associazioni. Sono due posizioni che vanno tenute lontane come il fiammifero dalla miccia della dinamite. Se non si è capaci finisce che salta tutto per aria e tutta la nostra comunità ne risentirebbe parecchio!

L.D.