AMMINISTRATORI PER CASO

Posted by Rocco Calafati - 6 marzo 2012 - Riflessioni - No Comments

L’ignoranza al potere si combatte reclamando un titolo di studio per chi si presenta ad un’elezione e reclamando inoltre precise competenze per chi ricopre ruoli di governo, importanti o meno importanti che siano.

Quando la politica divorzia dalla cultura, quantomeno la cultura certificata da una laurea o da un diploma (non conseguito a pagamento, comprandolo), si ha quale risultato? Quelli mostrati da un servizio delle iene apparso in tv nel 2006; alle varie domande poste ai nostri parlamentari: cos’èla CONSOB, quando è stata scoperta l’America, chi è Nelson Mandela, sono state ottenute come risposte, sorrisi imbarazzati o rifiuti a prescindere dalla domanda.

 Non penso che si debba essere tutti plurilaureati, però avere qualche nozione di cultura generale è il minimo, specie se si è un parlamentare; non si tratta di denigrare questo o quell’amministratore, si tratta semplicemente di un giudizio politico, se uno non sa parlare italiano o non sa le nozioni fondamentali della nostra cultura, tanto per citarne qualcuna: la scoperta dell’America,la Resistenza,la Costituzione, non deve essere messo in grado di rivestire ruoli importanti di governo.

(cit.) il peggiore analfabeta è l’analfabeta politico, colui che non s’informa, né partecipa alle vicende d’interesse generale.

E il politico analfabeta? E’ l’uomo di governo che non sa nulla dei problemi affidati alle sue cure.

Il problema rimane come difendersi dal rischio che il bastone del comando finisca in mano a uomini senza istruzione, senza mestiere, senza nessuna competenza. E’ indubbio che la nostra società migliorerebbe se al posto dei politici di professione ci fossero governanti competenti che fanno della politica un mero servizio reso al prossimo, alla comunità e non certo fonte di sostentamento.

Per le carriere politiche invece, la competenza è sempre l’ultima virtù. Succede così che dentro ai palazzi delle nostre istituzioni abbondano gli uomini sbagliati nel posto sbagliato oppure quando va bene gli uomini giusti nel posto sbagliato. Quanti potenziali buoni e capaci amministratori non hanno spazio in quanto non gli viene concesso e quanti invece mediocri ed insufficienti amministratori dirigono e “amministrano” in virtù di un’investitura affidatagli solo e semplicemente da una politica puramente clientelare, da voti comprati con promesse poi puntualmente tradite…

Succede così che il potere rimane chiuso a chiave in un’oligarchia impermeabile al ricambio, di conseguenza si moltiplicano le poltrone a vita; è necessario imporre la rotazione delle cariche e favorire quindi la possibilità di far intervenire nell’attività amministrativa e politica chi si dimostra competente, chi ha voglia di fare…realmente..