Un Natale in crisi

Posted by Lorenzo Denami - 2 gennaio 2012 - Riflessioni - 1 Comment

“Non esco di casa no e no fuori c’è la crisi. C’è la crisi e per Natale cosa mi regalerò?” ritornano di attualità le parole cantate 30 anni fa da Ivano Fossati. In un periodo come quello natalizio caratterizzato tradizionalmente dai forti consumi, in Italia si è registrato un forte calo nelle vendite che ha riguardato la maggior parte dei settori commerciali quali abbigliamento, calzature, cura della persona, turismo, giocattoli e alimentari. Noi italiani abbiamo ben compreso che l’Italia sta attraversando una crisi economica molto seria. La manovra Monti, insieme alle manovre dei mesi precedenti, pesano sulle tasche degli italiani che, tra aumenti di prezzi e tariffe, vedono sfumare stipendi e pensioni, il cui potere di acquisto è stato tra l’altro drasticamente ridotto a seguito dell’introduzione dell’euro.

Dal mese di gennaio dovremo fare i conti con aumenti di luce e gas; ma aumenteranno anche i pedaggi autostradali, i mezzi di trasporto pubblici, mentre è già sotto l’occhio di tutti gli automobilisti l’impennata del costo dei carburanti. Gli italiani dovranno inoltre fare i conti con il ritorno della tassa sulla prima casa, ribattezzata IMU (Imposta Municipale Unica). A riguardo, il comune potrà applicare un’aliquota dello 0,4% sulla prima casa che i sindaci possono decidere di innalzare fino allo 0,6%. Dall’importo calcolato dell’IMU si devono poi detrarre 200 euro e ulteriori 50 euro per ogni figlio di età inferiore a 26 anni. Per sapere quale aliquota il comune di San Costantino Calabro applicherà, occorre attendere la delibera del prossimo consiglio comunale.

Arriva inoltre l’aumento dell’addizionale regionale Irpef che dallo 0,9% si porta all’1,23%. La norma è retroattiva per cui l’aumento scatterà a partire dai redditi del 2011. Inoltre le regioni con buchi di bilancio, quali appunto la Calabria in deficit sanitario, possono aumentare l’aliquota di un ulteriore 0,5%. Complessivamente si stima che ciascuna famiglia italiana nel 2012 spenderà mediamente 2000 euro in più.
A questa situazione disperata, si aggiunge il dramma del lavoro precario. Il Nord vive lo shock delle aziende che da un momento all’altro chiudono mandando a casa centinaia di lavoratori. Quelle che restano in piedi, nella gran parte dei casi non sono in grado di pagare i debiti con i fornitori o con le società di servizi con cui hanno contatti. Si innesca quindi una reazione a catena che costringe questi ultimi a licenziare a loro volta. Diversamente dal Nord, qui al Sud e soprattutto in Calabria, non avendo un consolidato tessuto industriale, sembra, almeno per ora, di vivere questo periodo come la normale continuazione di uno stato di precarietà e di assenza di lavoro che caratterizza da sempre la nostra regione.

Come accade alle persone comuni, i momenti di crisi sono in genere caratterizzati da una fase di sconvolgimento psicologico che confonde la persona e la rende inizialmente incapace di affrontare con lucida razionalità il periodo che sta vivendo; normalmente, segue poi una fase di consapevolezza e di analisi delle cause che hanno portato al tracollo; infine si progetta la rinascita nella quale si prendono le decisioni necessarie per non ripetere gli errori commessi e riscrivere regole più giuste, sperando di rinascere persone migliori (o almeno si spera). Così è per l’Italia: la crisi globale unitamente alla corruzione interna, allo strapotere dei privati, alla cattiva gestione della cosa pubblica e all’enorme evasione fiscale hanno portato l’Italia ad una profonda crisi economica con il rischio di insolvenza e di bancarotta (come è accaduto alla Grecia). La parziale soluzione al dramma ha richiesto il susseguirsi di manovre finanziarie e quindi di enormi sacrifici economici da parte degli italiani. Ora aspettiamo la rinascita e quindi la tanto auspicata riforma del mercato del lavoro e di altre iniziative quali liberalizzazioni, infrastrutture, giustizia che dovrebbero dare uno slancio di vitalità alla nostra nazione, la quale ci aspettiamo possa diventare un Paese più equo, giusto, senza corruzione e fatto da cittadini con un elevato senza civico e consapevolezza del rispetto delle regole.

  • Calabrotta

    Brava Anita…