Incontro con il Segretario Generale della CGIL di Vibo Valentia

Posted by Francesca Schiavello - 15 ottobre 2011 - Riflessioni - No Comments

Il 2 settembre 2011 si è svolto presso la Casa del Popolo un incontro, promosso dall’associazione Politeia, con il Segretario Generale della CGIL di Vibo Valentia Franco Garufi per discutere della manovra finanziaria ormai convertita in legge, che ha lo scopo di anticipare di un anno (il 2013) il pareggio del bilancio dello Stato.
Franco Garufi parla di una manovra del governo generica e inefficace, che non lascia spazio alla crescita del Paese ma che anzi lo condanna alla recessione economica e civile; che non colpisce i possessori di redditi alti, che il Segretario dice, sono considerati dallo Stato la sua base sociale forte ma che mette le mani nelle tasche del consumatore medio.
Un Decreto che aggrava ancora di più con le sue politiche depressive la situazione del nostro Paese, sempre più povero e diviso.
Tra i principali provvedimenti analizzati durante la serata ci si è soffermato sui tagli alle amministrazioni centrali e agli enti locali, che portano all’impossibilità da parte dei comuni, soprattutto quelli più piccoli, di continuare a garantire i servizi pubblici per le classi meno abbienti. Si è parlato della stretta sulle pensioni, della modifica delle leggi nazionali sul contratto di lavoro e sulle retribuzioni, con violazioni dello Statuto dei lavoratori che secondo Garufi destrutturano gli stessi sistemi sindacali; della lotta all’evasione fiscale (questa nuova manovra prevede il carcere per chi evade oltre 3 milioni di euro), cercando di analizzare soprattutto le modalità dell’attività di accertamento fiscale e il perché della loro mancata attuazione. La serata termina con l’analisi del problema dell’occupazione giovanile che più di ogni altro interessa noi ragazzi; in alcune regioni del Sud gli ultimi dati parlano di una disoccupazione giovanile che supera il 35%. La gran parte dei giovani meridionali che hanno una formazione scolastica medio-alta una volta terminati gli studi si trovano fuori dal mercato del lavoro o a fare i conti con modalità precarie; la manovra anche in questo caso è inutile e sbagliata perché non è finalizzata a creare nuovi impieghi e non investe in nuove attività lavorative per i giovani che sono costretti perciò ad abbandonare il loro Paese.