Il paese delle puzze

Posted by Lorenzo Denami - 4 ottobre 2011 - Riflessioni - No Comments

Ricordo con molta nostalgia i giorni delle elementari. Ci penso e vorrei tornare bambino, come in molti del resto. La cara maestra, tra i vecchi banchi che ci siamo passati da genitore in figlio, profumati di alcol etilico, ci ha insegnato tante cose. La ricordo con affetto perchè allora c’era il maestro unico ed era facile affezionarsi alla maestra come si fa con una zia. Certo, bisognava essere un minimo bravini altrimenti si finisce per ricordarsi solo delle bacchettate che allora si potevano dare senza senza il rischio di finire sulle pagine dei giornali. Tra tutte le cose che abbiamo fatto, non posso non ricordare un lavoro di italiano. Un piccolo tema, o come dicevamo una volta, una serie di pensierini sui profumi che sentiamo durante il percorso che la mattina ci porta da casa a scuola. Ancora ricordo bene quello che ho scritto. Nelle fredde e umide mattinate d’inverno il primo profumo che sentivo era quello del legno lavorato nella falegnameria vicino casa. Il dolce del legno e l’aspro e il pungente della colla, un mix che ti sveglia davvero! Scendendo di poco, si iniziano a sentire i primi profumi che invece svegliano lo stomaco. Il profumo del pane fragrante, delle focacce appena sfornate, dei cornetti spolverati con zucchero a velo. Man mano che mi avvicinavo al centro del paese, e passavo tra le vie maggiormente popolate, il profumo che la faceva da padrone era quello del caffelatte! ed era caffelatte fino al negozio di alimentari, dove prendeva il sopravvento il profumo degli affettati freschi messi nei panini che ci portavamo da consumare nell’intervallo. Insomma odori e profumi che raccontano di risvegli, persone che lavorano, tempi che ormai sono passati.

Proprio oggi mi sono ricordato di questo episodio scolastico, appena rientrato a casa di ritorno da una mezzoretta di movimento in bici. Dopo essere stato fuori paese, ho avuto la malsana idea di fare le ultime pedalate seguendo la strada della vecchia ferrovia, fino ad arrivare in prossimità del ponte di ferro, con l’intenzione di salire da via Ritura e rientrare a casa per pranzo. O meglio… questo era quello che avevo preventivato di fare. Ma proprio non ce l’ho fatta!!! Con l’affanno di chi si allena saltuariamente passo davanti casa, e seguo verso il comune. C’era dell’acqua a terra, ma non mi sembrava avesse piovuto. Poi mi rendo conto,alzando gli occhi, che l’acqua veniva da i bidoni della spazzatura. Forse gli operatori ecologici avranno tentato di porre rimedio pulendo il percolato nauseabondo causato da giorni di mancati vuotamenti dei bidoni. Sta di fatto che la puzza era davvero insopportabile soprattutto perchè tutto potevo fare tranne trattenere il respiro in un momento in cui ero proprio carente di ossigeno. Finalmente superata la grande incompiuta della fontana (quel muro per metà rivestito di marmo è una fontana che è stata funzionante solo 3 volte in tutta la sua vita), la puzza inizia a sentirsi di meno e riprendo a respirare a pieni polmoni. Non passa nemmeno un minuto che mi ritrovo davanti al secondo bidone, della cui puzza patisco meno perchè posizionato in discesa e quindi lo supero con sveltezza. Il secondo bidone sebbene puzzasse di meno rispetto all’altro, è stato comunque una mazzata per le mie narici già provate dal primo. Ciò nonostante seguito il mio cammino, fiducioso di incontrare solo i naturali profumi della campagna, ma mi sbagliavo. Mi attendeva la prova peggiore. I bidoni vicino le case popolari. Sono i più indecenti! Puzzano da fare schifo e sono sempre stracolmi. L’altro giorno i sacchetti di spazzatura lasciati a terra perchè non trovavano più posto nel bidone, sono stati trascinati via dall’acqua piovana e li all’incrocio le macchine facevano lo slalom per avitarli. Oltre che il disagio olfattivo, visivo, estetico e funzionale c’è anche il pericolo per chi guida. Disgustato e spazientito decido di tornare indietro verso casa, naturalmente, seguendo un’altra via, meno oppressa dai maleodoranti bidoni. Certo, non credo che al mondo possano esistere cassonetti della spazzatura che profumino di lavanda, ma il problema del conferimento dei rifiuti inizia a diventare per il nostro paese molto disagiante! Sappiamo che è stato affrontato in diversi modi, ma nessuno si è dimostrato del tutto efficace. Anche il più ragionevole dei cittadini non può che protestare per questa situazione e riportare all’attenzione di tutti un tale problema. Non ci si può aspettare che ci si accontenti di un “abbiamo cercato di fare il possibile”. L’obbiettivo minimo è la risoluzione del problema. Farlo in maniera efficiente è lo step successivo. I nostri amministratori devono rendersene conto anche perchè la gravità del problema sembra essere più accentuata da noi che in molti paesi vicini. I numerosi incontri con il Prefetto e il Commissario Straordinario Regionale sono serviti a poco: il degrado che comporta la spazzatura ancora c’è, abbiamo passato un’estate con le finestre chiuse e anche ora che siamo in autunno ci dobbiamo privare del piacere di passeggiare per certe vie. Quanto ancora dovremo aspettare prima che per il problema si trovi una soluzione? La politica seria, quella che pianifica le azioni a tutela degli interessi ed del bene della collettività, avrebbe dovuto prevedere già da molto tempo una situazione del genere. Vibo Valentia non è mai stata autosufficiente per fronteggiare il problema dei rifiuti. Ciò nonostante si parla inutilmente da anni di fare una discarica moderna in zona, ma ad oggi, ancora, tutti stiamo aspettando che la burocrazia, ma soprattutto l’effettiva volontà e l’impegno dei comuni interessati, facciano si che ciò diventi un’indispensabile realtà! Siamo stanchi di sentire, se non scuse, quantomeno giustificazioni in merito. In taluni casi si fa sempre a scarica barile. Ma i disagi restano e ne fanno le spese i cittadini. Vogliamo che le cose cambino nel più breve tempo possibile!

In ordine: Il comune, il percolato mischiato a segatura, i bidoni pieni, i bambini che giocano e la grande incompiuta...

Ad avvalorare quanto scritto potrei creare una galleria fotografica piena di cassonetti colmi. Preferisco postarne una sola ma molto emblematica. Nella foto in alto si possono notare dei piccoli, costretti a giocare a palla nello piazzale tra l’ingresso della sala consiliare e la grande incompiuta (la fontana). A fare loro compagnia, oltre che l’onnipresente fetore, i bidoni pieni di spazzatura! Un ambiente tutt’altro che salubre e adatto a far giocare dei bambini. E di questo e dei campi sportivi che tutti stiamo aspettando, si potrebbe scrivere ancora per ore!