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Non tutti sono stati buoni…

10 Gennaio 2012 / Lorenzo Denami / Riflessioni
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Cari amici ed amiche che ci leggete attraverso il blog o sui volantini Politeia, un altro anno è passato e fioccano i buoni propositi per il nuovo. Purtroppo spesso si finisce il vecchio tra tante recriminazioni e lacrime di coccodrillo, su ciò che si poteva (e doveva) fare e non si è fatto! A tal proposito, non possiamo esimerci dal denunciare che molto ancora, insieme, si poteva fare, per il bene di San Costantino Calabro. La nostra è una piccola ma prolifica associazione che si è presentata alla comunità con un progetto molto ambizioso e innovativo per il nostro paese e che poteva essere da esempio per i comuni del circondario. Ci riferiamo alla Consulta Giovanile, un semplice ma efficacissimo strumento di democrazia e di formazione alla vita sociale del paese, che purtroppo per via di molti ritardi, di promesse non mantenute,  ancora aspetta di essere approvata. Stiamo rischiando di banalizzarla, e forse qualcuno è contento così. Ebbene noi siamo ancora una volta quì, imperterriti e decisi più che mai a ribadire quanto importante è la consulta giovanile, per un paese come il nostro che dà quotidianamente segnali decisi e sempre più marcati di risveglio dal torpore sociale e culturale che ci ha visti dormienti per troppi anni. La Consulta Giovanile trova nelle tante validissime associazioni attive nel territorio sancostantinese, linfa vitale per la sua efficacia nel tessuto sociale. Molti giovani amici, spesso ci chiedono come mai non se sta parlando più. Alcuni addirittura credono che abbiamo abbandonato il progetto, altri che siamo stati sempre consapevoli della sua infattibilità, facendo durante la nostra presentazione, una mera e demagogia propaganda (elettorale secondo le lingue più avvelenate). Ebbene non è così. Siamo sempre stati compostamente vigili sul lento iter che sta seguendo la tanto attesa approvazione della consulta. Ne sono una testimonianza le tante persone che hanno sentito la chiara voce del nostro presidente, sollecitarne l’istituzione. La prima volta l’uno agosto scorso in occasione della serata in cui il sindaco ha incontrato la cittadinanza sancostantinese. Alla domanda “a che punto è l’istituzione della consulta?” seguirono una serie di giri di parole, di risposte a domande non fatte, ma della consulta nemmeno un accenno. Mancanza notata da tutti. La seconda volta fu in occasione del consiglio comunale aperto a seguito di alcuni ignobili attentati intimidatori verificatisi in paese. Nemmeno in quel contesto una parola a riguardo. In altre due occasioni il sindaco ed il resto della maggioranza è stata interrogata in merito, da un esponente della minoranza, ma in entrambi i casi si stava svolgendo un consiglio straordinario e non si poteva discutere di argomenti fuori dall’ordine del giorno. Da diversi mesi oramai, assistiamo ai consigli con la speranza che qualcuno ci sorprenda con un ‘inaspettata approvazione dell’ultimo minuto. Tutti sanno perchè siamo li e ogni volta ci rimandano al prossimo appuntamento con parole che ormai abbiamo la nausea nel risentirle: “è tutto pronto”, “non vi preoccupate, ci siamo quasi”, “abbiamo avuto problemi più seri da risolvere, ma ci siamo quasi” e addirittura qualcuno è stato capace di prenderci per i fondelli con un elegantissimo “siti i megghjiu!!!”. In occasione del consiglio tenutosi il 30 novembre, dopo l’ennesima delusione nello scoprire che nemmeno in quell’occasione si sarebbe parlato di consulta, abbiamo chiesto ancora una volta quando finalmente avrebbero messo fine a questa lunga storia fatta di promesse non mantenute. Beffa delle beffe ci hanno risposto con un promessa, ancora una volta non  mantenuta. Il consiglio a dicembre non c’è stato e siamo qui ai primi di gennaio a parlare ancora di speranze, di cose belle che possono accadere in futuro, di prese in giro reiterate. Non ci interessano più i motivi per i quali è saltato l’ultimo consiglio (che ci hanno detto quella sera, avrebbero dovuto fare per legge entro la fine dell’anno). Siamo stanchi di mendicare un po’ di attenzione nei riguardi del lassismo sociale che colpisce sempre più giovani. La nostra dovrebbe essere l’indignazione di tutte le associazioni del paese, che in questa occasione chiediamo a gran voce. La Consulta Giovanile, che poi per molti aspetti potrebbe essere considerata la Consulta delle Associazioni,  non è un regalo che l’amministrazione farà a noi di Politeia. E’ piuttosto un diritto che dobbiamo reclamare con veemenza, tutti insieme, soprattutto le associazioni del paese ed i giovani, tutti uniti in un’unica e forte voce. Un’idea del genere, accompagnata da uno statuto da noi con attenzione redatto, non può rimanere così a lungo in attesa di approvazione. Non in seguito alle dichiarazioni trionfalistiche del sindaco, che la sera in cui l’abbiamo proposta, l’ha accolta con queste parole: “io porterò, se voi siete pronti, al primo consiglio comunale, la vostra richiesta, perché la ritengo un fatto interessante […] vediamo se c’è da cambiare qualcosa, lo facciamo, ma ho già scorso velocemente questo testo [lo Statuto NdR] e penso che possa andare bene”. Sappiamo bene quali sono le difficoltà ordinarie e straordinarie alle quali la nostra amministrazione comunale ha dovuto fare fronte in questi mesi, ma a questo punto ci viene il dubbio che le istituzioni non abbiano saputo cogliere l’importanza della nostra proposta e nemmeno il ritorno d’immagine del quale loro stessi avrebbero goduto nel farsi repentini sostenitori di una tale iniziativa. Speriamo che lo sapranno fare le associazioni ed i giovani del paese. A loro va il nostro appello. Crediamo in questo organo consultivo, facciamolo nostro, impegniamoci per migliorarlo e per farlo fruttare al meglio. Politeia non si farà carico di oneri ed onori più delle altre associazioni e degli altri giovani di San Costantino Calabro che vorranno fare parte della consulta. Sarà un bene comune e in quanto tale tutti dovremo prendercene cura quando arriverà… SE arriverà…

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