La teoria delle finestre rotte

Posted by Anita Soriano - 4 luglio 2011 - Riflessioni - No Comments

Nel 1990 il sindaco di New York, Rudolf Giuliani, con l’intenzione di rendere più sicura la  metropolitana della Grande Mela, decise di ispirarsi alla ‘teoria delle finestre rotte’. La teoria consiste in questo: una finestra rotta in uno stabile dà l’impressione di assenza di regole e ciò invoglia i passanti a romperne altre; si innesca in tal modo una spirale di vandalismo senza fine; se la finestra viene invece prontamente riparata, il processo di solito si ferma. Giuliani contrastò in tutti i modi gli effetti della teoria delle finestre rotte e nei quartieri più degradati della città, lui faceva sostituire i vetri rotti e pulire le strade. Una, due…tante volte, finché i vetri cominciarono a rimanere sani e le strade pulite. Anche se la teoria delle finestre rotte non è unaninamente accettata a livello accademico, vi è tuttavia a ritenere che il degrado di un ambiente non è solo lo specchio del malessere interiore di chi ci abita ma ne è anche la causa perché suscita comportamenti sempre più incivili, accompagnati da un piacere secondario: l’impressione di poter fare quello che si vuole anche se si ritorce a proprio danno.

Eppure c’è un caso in cui la finestra rotta proprio non ci piace, in cui anche la minima scalfitura di un infisso ci provoca sdegno, rabbia e reazione: quando la finestra rotta…è quella di casa nostra. Insomma, le regole sono necessarie, indispensabili e non vanno invocate solo quando riteniamo che la loro mancata osservanza stia minando il nostro interesse personale.